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Tradizioni
Tombolo
Il termine tombolo deriva dal latino TUMULUS che tradotto in italiano significa letteralmente monticello, rialzo di terra. La parola è strettamente connessa al verbo tombolare (cadere), che richiama il cadere dei fuselli (arnesi usati per lavorazione)quando il filo, cui sono legati, è stato intrecciato ad altri fili.L'attrezzo si compone di un cuscino di forma cilindrica (detto Pizzillo), impagliato all'interno, appoggiato su uno scannetto.Sul manicotto di paglia è applicato un cartone forato con un disegno che pilota la lavorazione artigianale.Poi vengono fissati al punto iniziale, con due o tre spilli, tutti i fuselli (detti anche tommarielli) necessari, alcuni dei quali sono tenuti in mano dalla pizzillara, altri invece lasciati penzolare dal cuscino. Sull'estremità superiore dei bastoncini di legno è avvolto il filo di lino o cotone con cui si lavora esclusivamente a mano il tombolo.
L'antica arte del tombolo fu introdotta a Montefusco nel periodo Aragonese. Infatti, da un documento estense, risulta che nel 1476 Eleonora e Beatrice d'Aragona, figlie del re di Napoli, preparano con l'aiuto di 18 damigelle, un merletto a Tombolo da donare alla Regina d'Ungheria. Da allora il Tombolo, a Montefusco, si è tramandato di generazione in generazione per uso personale.In quasi tutte le famiglie si lavora il tombolo; è pertante nostre donne, sovente, solo una pratica tradizionale utilizzata per uso privato. I Lavori a tombolo sono molto ricercati, anche sui mercati internazionali.
Tant'è vero che che le recenti promozioni dei prodotti tipèici che la Regione Campania e la Provincia di Avellino hanno effettuato alla fiera di Londra, Tokio e Toronto hanno avuto un grosso successo. Questo deve invogliare chi ancora lavora nell'ombra e le nuove generazioni, a credere in questa opportunità, non cercando altrove quello che si ha vicino. Molteplici le possibili lavorazioni e tante sono le varie tecniche, tra cui spiccano, il "fiore" e la "mezza passata", ancora molto utilizzate; mentre la "foglia d'uva" e la "spina di pesce" sono ormai rare per la difficoltà della loro realizzazione
Tel.: 0825/964644
Comune di Montefusco
PEC: anagrafe.montefusco@asmepec.it


